Per acquistare prodotti da un negozio, fare shopping online o acquistare un immobile è possibile scegliere fra molte opzioni per effettuare il pagamento.

 

Addebito diretto

L’addebito diretto SEPA (Single Euro Payments Area – Area unica per i pagamenti in euro), in sigla SDD (SEPA Direct Debit) è un servizio di pagamento offerto dalle banche e da altri prestatori di servizi di pagamento, utile per pagare in forma automatica, anche per una sola volta o in forma ripetitiva e a scadenza predeterminata, le società o i privati che forniscono beni o erogano servizi (ad esempio le bollette di luce, gas o telefono, o anche pagamenti per finanziamenti).

È possibile ottenere questo servizio se si è titolari di un conto di pagamento (conto corrente bancario o postale), di una carta “conto”, oppure di una carta di credito.

Per effettuare pagamenti con addebito diretto SEPA, il cliente deve autorizzare la società che fornisce l’utenza o il servizio, firmando un mandato di pagamento. A ogni scadenza, il beneficiario inoltrerà l’ordine di pagamento e il prestatore di servizi di pagamento del debitore lo eseguirà, addebitando gli importi sul conto del cliente, senza chiedere ogni volta il suo consenso.

È utile a tutti coloro che devono fare pagamenti in forma ripetitiva: solleva dall’incombenza di andare a pagare direttamente ed evita eventuali ritardi.

Nel caso di addebito senza copertura di fondi il pagamento può essere respinto: nei casi più gravi ciò può comportare anche la sospensione della fornitura del servizio. In altri casi, se previsto dal contratto di conto corrente, il pagamento può essere eseguito ma il cliente può incorrere nel pagamento di spese per la concessione di un fido o per l’utilizzo dello scoperto di conto.

I costi per gli addebiti diretti possono essere calcolati a consumo oppure possono essere inclusi in un canone che ne prevede un certo numero in un anno.

Nei casi in cui il mandato non quantifichi preventivamente l’importo da addebitare, il debitore può chiedere il rimborso dell’operazione entro otto settimane dalla data di addebito, se l’importo supera quello che avrebbe potuto ragionevolmente aspettarsi. La normativa comunitaria stabilisce in ogni caso un termine di 13 mesi per la contestazione di un pagamento, se questo viene eseguito senza autorizzazione.

Il cliente debitore ha diritto di revocare l’operazione di addebito diretto entro il giorno prima della data di regolamento.

Assegno

Strumento di pagamento con il quale un soggetto ordina alla banca il pagamento di una somma di denaro a favore di un altro soggetto (beneficiario, che lo può incassare).

L’assegno è un documento prestampato  che può essere riscosso dal beneficiario al momento della presentazione allo sportello della banca che lo ha emesso.

Per chi lo riceve, l’assegno circolare è più sicuro rispetto a quello bancario, in quanto è stato emesso sulla base di un effettivo versamento della somma indicata in pagamento. Per chiedere l’emissione  : può essere richiesto a qualsiasi banca versando in contanti il denaro.

Per poter emettere assegni bancari o postali è necessario che il traente (chi firma l’assegno) sia titolare di conto corrente e abbia depositato la firma presso la banca o Poste. Il libretto di assegni, che ne contiene fino a 20, ha un costo variabile da 0 a circa € 10.

L’assegno circolare può essere richiesto anche da chi non è titolare di conto corrente. Non ha, di norma, costi di emissione, salvo il pagamento di un’imposta di bollo di € 1,50.

Un assegno bancario può essere incassato entro 8 giorni se viene riscosso nello stesso luogo dell’emissione ed entro 15 giorni se la città è diversa. Oltre tali limiti, l’assegno rimane incassabile, ma in mancanza di fondi il beneficiario non può rifarsi su chi lo ha emesso (traente), salva la possibilità di un’azione giudiziaria per far valere il proprio diritto di credito.

Un assegno circolare è incassabile presso gli sportelli della banca emittente fino a 30 giorni dopo la data di emissione; trascorso tale termine l’assegno resta incassabile ma con minori tutele.

Tra il versamento e l’effettiva disponibilità della somma passano alcuni giorni. La valuta è il tempo che intercorre tra il versamento e il momento in cui l’importo risulta effettivamente accreditato nel conto del ricevente.

L’indicazione sull’assegno di una data successiva a quella effettiva (post-datazione) non è consentita dalla legge, ma non esclude che l’assegno venga comunque presentato per l’incasso.

Bonifico SEPA

Il bonifico SEPA (Single Euro Payments Area – Area unica per i pagamenti in euro), in sigla SCT – SEPA Credit Transfer, è un trasferimento di denaro effettuato all’interno dell’Area unica dei pagamenti in euro tra due titolari di conto corrente bancario. Richiede l’indicazione da parte del pagatore dell’IBAN del beneficiario, cioè la stringa alfanumerica identificativa del conto di destinazione.

È utile per trasferire somme di denaro entro tempi certi e in maniera sicura in Italia e all’estero.

Il bonifico consente di non spostare materialmente il contante.

La legge prevede che il bonifico venga eseguito, di solito, nel tempo massimo di un giorno lavorativo. Entro tale termine la somma è trasferita e accreditata sul conto corrente del beneficiario. Il termine decorre dalla data di ricezione dell’ordine di bonifico da parte del prestatore di servizi di pagamento del pagatore.

Il bonifico può essere gratuito per chi dispone il pagamento, ma più spesso comporta una commissione in base alle seguenti variabili: tipo di bonifico, urgenza, importo, valuta, nazione del destinatario e canale utilizzato (sportello, canale telematico, corrispondenza ordinaria, ecc.).

Il regolamento CE 924/2009 impone agli intermediari l’obbligo di parità tariffaria per i pagamenti in euro verso l’Italia e verso i paesi dell’area euro.

Carta di credito

La carta di credito è uno strumento di pagamento che permette di fare acquisti presso negozi oppure online, di prelevare contanti presso gli sportelli automatici (ATM), di fare pagamenti con addebiti periodici. Gli importi che si spendono o si prelevano vengono anticipati  dalla banca che ha rilasciato la carta. La carta di credito permette di comprare beni e servizi anche senza avere sul conto corrente il denaro necessario all’acquisto; la somma spesa infatti verrà addebitata sul conto dell’acquirente successivamente.

La società emittente della carta concede un importo massimo (fido) che è il limite di denaro che si può spendere entro il mese. La carta prevede anche dei massimali di utilizzo giornalieri, sia sulle spese, sia sui prelievi.

La carta è materialmente una tessera di plastica che contiene i dati identificativi del titolare (nome e cognome, numero di carta e scadenza), elementi di sicurezza (codice di controllo CVV2 o CVC2), oltre a un apposito spazio per la firma del titolare.

Possono fare richiesta di carta di credito tutti coloro che hanno un reddito e capacità di rimborsare le somme anticipate dall’emittente della carta e, inoltre, hanno un conto corrente presso una banca con il quale pagano gli acquisti fatti.

La carta di credito permette di non trasportare denaro contante e di avere a disposizione i soldi in ogni momento per gli acquisti.

Con la carta di credito si sposta il pagamento effettivo in un momento successivo. Le somme spese o prelevate, infatti, vengono addebitate sul conto corrente collegato, di norma, non oltre i 30 giorni..

Non appena ci si accorge del furto o dello smarrimento della carta occorre effettuare il blocco della stessa telefonando, sia dall’Italia che dall’estero, al numero telefonico (verde, gratuito) fornito dall’emittente.

I principali costi di una carta di credito sono:

  • il canone annuo
  • le commissioni per i prelievi allo sportello automatico (ATM)
  • i costi di conversione per i prelievi o i pagamenti in valuta estera diversa dall’euro.

Carta di debito

La carta di debito è uno strumento di pagamento che permette di fare acquisti presso esercizi aderenti al circuito di pagamento indicato sulla carta stessa, di prelevare contanti presso gli sportelli automatici (ATM) solitamente, di fare pagamenti diversi. Materialmente è rappresentata da una tessera di plastica che contiene un microchip e una banda magnetica.

Si chiama di debito perché gli importi spesi vengono addebitati immediatamente sul conto corrente sul quale la carta è appoggiata. Per questo, l’utilizzo della carta di debito è possibile solo se sul conto è disponibile una somma di denaro almeno pari a quella che si intende spendere, a meno che il titolare non possa avvalersi di un fido o di uno scoperto di conto. La banca emittente la carta riconosce limiti giornalieri e mensili di importo per i prelievi e per gli acquisti, diversi da cliente a cliente. L’uso della carta di debito richiede la digitazione di un codice segreto (PIN) sia per i prelievi che per i pagamenti.

Esistono carte di debito dotate di tecnologia Contactless che, di solito per limitati importi, non prevedono l’inserimento del PIN.

Con alcune carte di debito è da poco possibile pagare anche online: in questo caso, oltre al codice PIN, è necessario inserire il codice di sicurezza CVV2, ossia le ultime tre cifre presenti sul retro della carta. I due codici sono utili per evitare usi illeciti della carta.

La carta di debito rappresenta uno strumento di pagamento molto pratico: consente infatti non solo di prelevare contante, ma anche di eseguire rapidamente diverse operazioni di pagamento, come una ricarica telefonica o il pagamento di una bolletta, e di ottenere informazioni sul proprio conto, come l’elenco degli ultimi movimenti (lista movimenti) e il saldo disponibile.

Se la carta è collegata a circuiti internazionali, può essere utilizzata all’estero sia per prelievi di valuta locale su ATM, sia per pagamenti su POS degli esercizi commerciali, digitando in entrambi i casi lo stesso codice segreto (PIN) utilizzato a livello nazionale.

È importante tenere sempre sotto controllo l’estratto conto. In caso di anomalie o frodi, è necessario segnalare prontamente la problematica seguendo le procedure indicate dall’intermediario.

In genere non sono previste commissioni per i pagamenti fatti con carta di debito.

Gli esercenti e i liberi professionisti hanno l’obbligo di dotarsi di POS e di accettare pagamenti con carta. L’obbligo riguarda sia le carte di debito che di credito e la soglia minima dei pagamenti è 5 euro.

Carta prepagata

Con la carta prepagata è possibile acquistare beni e servizi oppure prelevare contante presso uno sportello bancario automatico (ATM), nei limiti della somma versata in anticipo all’istituto che l’ha emessa. È come avere un borsellino elettronico dal quale si scala l’importo di volta in volta utilizzato. In alcuni casi la carta prepagata può essere ricaricata; non serve avere un conto corrente.

Se la carta è collegata a un circuito internazionale, le operazioni di pagamento e di prelievo possono essere effettuate anche all’estero. La carta prepagata, come le altre carte di pagamento, è materialmente una tessera di plastica con microchip e banda magnetica.

La carta prepagata può essere usata per acquisti di persona oppure on line.

È uno strumento molto comodo per le persone in viaggio o per i giovani, in quanto, in caso di bisogno, è possibile farsi effettuare una ricarica a distanza da terze persone. In caso di smarrimento o furto, un eventuale utilizzo fraudolento sarà limitato alla somma rimasta sulla carta.

I principali costi di una carta prepagata possono essere:

  • il canone annuo;
  • il costo di emissione;
  • le commissioni per la ricarica e per i prelievi allo sportello automatico (ATM);
  • i costi di conversione per i prelievi o i pagamenti in valuta estera diversa dall’euro.

Conto corrente

Il conto corrente bancario semplifica la gestione del denaro: il cliente deposita in banca il denaro, la banca lo custodisce e offre una serie di servizi, quali accredito dello stipendio o della pensione, pagamenti, incassi, bonifici, domiciliazione delle bollette, carta di debito, carta di credito, assegni. Il cliente può versare e prelevare denaro dal conto corrente in qualsiasi momento.

Ogni conto corrente ha un suo codice identificativo che si chiama IBAN (International Bank Account Number). L’IBAN identifica in maniera esclusiva il conto corrente e l’intermediario che lo detiene e consente di rendere pratica e veloce qualsiasi transazione finanziaria nazionale e internazionale. Clicca qui per il calcolatore dell’IBAN.

Le tipologie di conto corrente più diffuse sono:

  • Conto ordinario: è il cosiddetto conto a consumo, in cui le spese dipendono dal numero di operazioni effettuate: più operazioni si fanno, più si spende.
  • Conto a pacchetto: ha un canone che può comprendere anche altri servizi, quali cassette di sicurezza, assicurazioni e gestione del risparmio. I conti a pacchetto si distinguono in conti “con franchigia”, in cui il canone include un numero limitato di operazioni gratuite, e conti “senza franchigia”, in cui è possibile effettuare un numero illimitato di operazioni gratuite.
  • Conto di base: è il conto dedicato a chi ha esigenze finanziarie limitate ed è esteso a tutta la popolazione per permettere l’accesso ai servizi bancari essenziali. Include solo alcuni servizi:
    • prelievo di contante
    • carta di debito
    • accredito della pensione o dello stipendio
    • versamento di contanti o di assegni bancari o circolari
    • pagamento automatico delle bollette.

Il titolare di un conto corrente può dare istruzioni permanenti per ricevere direttamente sul conto corrente l’accredito dello stipendio o della pensione e per effettuare pagamenti periodici e automatici, come le bollette delle utenze domestiche. È possibile impartire istruzioni di pagamento anche a distanza grazie all’uso del telefono (phone banking) o di internet (home banking), senza doversi recare presso lo sportello della propria banca.

È possibile versare e prelevare il denaro dal conto in qualsiasi momento; molte operazioni sono possibili via internet.

Le banche offrono la possibilità di aprire conti correnti con caratteristiche e costi differenti, a seconda dei servizi che offrono, associati a questi; esistono conti correnti con spese di gestione forfettarie periodiche e altri che prevedono una commissione per ogni movimento effettuato.

Vi sono poi delle spese periodiche, come le spese di liquidazione, che ricorrono ogni volta che si procede al calcolo delle competenze (oneri e interessi), le imposte (bollo annuale) e le spese postali per la spedizione di estratti conto e di comunicazioni obbligatorie.

Si parla di interessi creditori quando la banca riconosce al depositante una somma annua in percentuale per avere mantenuto un rapporto di conto corrente con saldo positivo, ossia con somme a credito verso la banca.

Contante

Per contante si intende il mezzo di pagamento costituito da monete e banconote, accettato obbligatoriamente e universalmente, anche se con due importanti eccezioni.

Monete e banconote possono essere soggette a frode, perciò è bene essere informati sulle loro caratteristiche di sicurezza per essere in grado di accertarne l’autenticità.

È utile a chi deve pagare cifre di importo limitato o non possiede altro mezzo di pagamento alternativo.

Il contante, a differenza di altri mezzi di pagamento, non possiede sistemi per comprovarne la titolarità, né dopo un furto è possibile bloccarlo come per le carte sottratte o smarrite.

In Italia, il contante non può essere usato per pagamenti di importo pari o superiore a 2.000 euro.