Il termine “risparmio” si riferisce al denaro che non viene utilizzato dopo aver sottratto dal reddito disponibile tutte le spese in un determinato periodo di tempo. Il risparmio, quindi, rappresenta un’eccedenza netta di fondi per un individuo o una famiglia dopo che tutte le spese e gli obblighi sono stati pagati.
Le persone possono risparmiare per vari obiettivi di vita o aspirazioni come la pensione, l’istruzione universitaria di un figlio, l’acconto per una casa o un’auto, una vacanza o molti altri esempi.
I risparmi sono mantenuti sotto forma di contanti o mezzi equivalenti (ad es. come depositi bancari), che non sono esposti a rischi di perdita ma hanno anche un rendimento seppur minimo. Il risparmio può essere accresciuto investendo, il che tuttavia richiede che il denaro venga messo a rischio.
La funzione della banca
La banca è un’impresa la cui attività consiste nella raccolta di risparmio tra il pubblico e nella concessione del credito.
Le banche raccolgono fondi attraverso i depositi di denaro da parte del pubblico ed emettono obbligazioni. Le obbligazioni consistono nella promessa di rimborsare le somme ricevute, in una data stabilita offrendo un certo rendimento periodico. Le banche mantengono una quota dei fondi raccolti in forma di cassa per poter soddisfare le richieste di contante dei clienti, e investono la restante parte concedendo prestiti e acquistando titoli.
Le banche svolgono anche attività finanziarie di varia natura: detengono titoli, effettuano operazioni interbancarie, concedono finanziamenti ad altri intermediari finanziari.
Ciò che distingue le banche dagli altri intermediari finanziari è la natura particolare delle loro passività, cioè i fondi che devono rimborsare a coloro che li hanno depositati; i clienti possono utilizzare le somme depositate in conto corrente per effettuare “transazioni” mediante strumenti di pagamento quali l’assegno, il bonifico o l’utilizzo di carte di pagamento.
Le banche svolgono una importante funzione economica che consiste nel trasferire risorse finanziarie dai soggetti che ne dispongono a quelli che ne hanno bisogno.
Le banche attualmente offrono servizi di intermediazione connessi con i mercati finanziari, come il collocamento e la negoziazione di titoli e la gestione del risparmio.
I prodotti e i servizi offerti dalle banche hanno un costo che può variare da banca a banca.
Le banche sono soggette a una regolamentazione speciale. La legislazione bancaria primaria italiana è contenuta nel Testo Unico Bancario (D. Lgs 385/93 e successive modifiche).
In Europa, la Banca d’Italia è l’autorità nazionale competente per la vigilanza sulle banche nell’ambito del Meccanismo di vigilanza unico (Single Supervisory Mechanism, SSM).
Nei sistemi bancari moderni esistono alcuni strumenti che difendono la stabilità del sistema bancario, come l’assicurazione dei depositi o il ricorso alla banca centrale come “prestatore di ultima istanza”, in caso di mancanza di liquidità, le banche possono avere dei prestiti da parte della banca centrale.
Scopo della garanzia dei depositi è di offrire tutela al risparmiatore.
Il limite di copertura è pari a 100.000 euro per depositante e per banca.
Deposito a risparmio
Il deposito a risparmio si distingue dal conto corrente perché è un vero e proprio strumento di risparmio e non permette operazioni diverse dal versamento o prelevamento di somme.
Al conto deposito è associato un libretto di risparmio, che è il documento sul quale vengono registrate tutte le operazioni di prelievo e versamento.
Nel deposito a risparmio la banca si impegna a restituire le somme depositate quando se ne faccia richiesta.
Il conto deposito può essere libero o vincolato. Nel primo caso si ha immediata disponibilità delle somme depositate. Nel secondo caso il denaro si può ritirare solo alla scadenza del periodo stabilito (da 1 a 36 mesi), ottenendo in cambio rendimenti più elevati. Se fosse necessario ritirare il denaro prima del termine si debbono pagare delle penali che solitamente consistono nel mancato riconoscimento degli interessi.
È uno strumento di risparmio poco rischioso.
Come per gli altri contratti bancari, nel caso di modifiche contrattuali la banca è obbligata a proporre la variazione (del tasso di interesse creditore, di commissioni e spese del servizio) con un anticipo di almeno due mesi attraverso una comunicazione scritta chiamata “Proposta di modifica unilaterale del contratto”. Se il cliente non è d’accordo con le modifiche potrà non accettare la proposta, chiedendo la chiusura del rapporto con la banca, senza applicazione di penali o spese.
La gestione del conto di deposito ha un costo che, come per tutti i prodotti bancari, varia da banca a banca.
In Italia dal 4 luglio 2017 non è più possibile per banche e Poste emettere libretti di risparmio al portatore e ne è vietato il trasferimento. È bene sapere che il denaro depositato sul conto deposito gode della garanzia offerta a tutte le banche operanti nell’Unione Europea dal Fondo interbancario di Tutela dei Depositi e dal Fondo di garanzia dei depositanti del credito cooperativo. In caso di crisi della banca i depositi sono assicurati fino a 100.000 euro per ogni depositante.
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Il conto di base
Il conto di base dà a tutti la possibilità di utilizzare i servizi di pagamento fondamentali. È un prodotto utile e conveniente per i consumatori che hanno esigenze semplici di gestione del denaro e per le fasce economicamente più fragili della popolazione, che possono averlo gratuitamente a determinate condizioni.
Offre un pacchetto prestabilito di operazioni e di servizi di pagamento fondamentali
Comprende ad esempio bonifici e addebiti per effettuare i pagamenti, l’accredito dello stipendio o della pensione e la possibilità di ottenere anche una carta di debito, utile per gli acquisti e i prelievi dagli sportelli automatici.
I conti di base non prevedono aperture di credito e “scoperti”; detto in altre parole, non è possibile andare in rosso.
Prevede un canone annuo prestabilito
Possono essere applicate spese per le eventuali operazioni aggiuntive e per quelle in numero superiore a quelle ricomprese nel contenuto minimo del prodotto.
Deve essere offerto gratuitamente e in esenzione dall’imposta di bollo ai consumatori il cui ISEE in corso di validità è inferiore a 11.600 euro.
Una speciale versione del conto di base deve essere inoltre offerta gratuitamente (ma senza esenzione da imposta di bollo) agli aventi diritto a trattamenti pensionistici di importo lordo annuo non superiore a € 18.000 i quali non beneficiano dell’esenzione commisurata all’ISEE.
Anche in questi casi, nonostante la gratuità del canone, possono essere applicate spese per le eventuali operazioni aggiuntive e per quelle in numero superiore a quelle necessariamente ricomprese nel contenuto minimo del prodotto.
Si può recedere dal conto di base in qualsiasi momento.
Si può passare a un conto di base da un altro conto, o viceversa.
Anatocismo e calcolo degli interessi
L’anatocismo è il calcolo degli interessi sugli interessi che sono già maturati su una somma dovuta.
Gli interessi maturati si trasformano in capitale (in linguaggio tecnico si dice che si “capitalizzano”) ossia sono sommati all’importo dovuto e producono a loro volta interessi: è in questo caso che si parla di interesse composto.
Facciamo un esempio.
Il 1° gennaio il cliente deve alla banca una somma di 1.000 euro (capitale) sulla quale maturano nel corso dell’anno gli interessi al tasso dell’1% su base annuale.
Il 31 dicembre la somma dovuta dal cliente sarà di 1.010 euro: 10 euro di interessi + 1.000 euro di capitale iniziale.
All’inizio dell’anno successivo i 10 euro di interessi vanno ad aggiungersi al capitale.
Se le condizioni non mutano, alla fine dell’anno successivo il debito del cliente produrrà interessi per 10 euro e 10 centesimi: la somma di 10 centesimi che si è aggiunta rappresenta proprio l’interesse maturato sui 10 euro di interessi aggiunti al capitale alla fine dell’anno precedente.
Il debito complessivo del cliente è così salito a 1.020,10 euro.
È importante sapere che per tutte le operazioni bancarie le regole vietano qualsiasi forma di produzione di interessi sugli interessi dovuti dal cliente alla banca.
Per il calcolo e il pagamento degli interessi di mora, ossia quelli previsti se il cliente non paga quanto dovuto alla scadenza prevista dal contratto si fa riferimento a quanto stabilito dal contratto e dalle norme del codice civile.
La produzione di interessi nei rapporti di conto corrente
Nei rapporti di conto corrente il cliente, oltre a depositare somme, può anche utilizzare in modo flessibile un credito accordato dalla banca (scoperto di conto o apertura di credito).
Quando parliamo di interessi parliamo sia degli interessi creditori o attivi, ossia quelli spettanti al cliente sulle somme depositate (il cosiddetto saldo attivo), sia degli interessi debitori o passivi, ossia quelli che sono dovuti dal cliente per l’utilizzo delle somme messe a disposizione dalla banca.
1. Come calcolare gli interessi
- Regola 1.Gli interessi passivimaturati non possono produrre altri interessi.
- Regola 2. Gli interessi passivi e attividevono essere calcolati con la stessa periodicità, ossia secondo lo stesso intervallo di tempo.
- Regola 3. Il periodo di conteggio degli interessinon può essere inferiore a un anno e il termine per il calcolo è fissato a una data certa, che è il 31 dicembre di ciascun anno. Ciò significa che per il calcolo degli interessi passivi il periodo di riferimento non può più essere, ad esempio, il trimestre. Per quelli attivi il contratto potrebbe prevedere, a vantaggio del cliente, un periodo di calcolo inferiore all’anno.
- Regola 4. Gli interessi passivi sono calcolati al 31 dicembre anche in caso di contratti stipulati in corso d’anno e, comunque, al termine del rapporto.
- Regola 5. Gli interessi passivicalcolati al 31 dicembre non sono dovuti a questa data, ma al 1° marzo dell’anno successivo a quello in cui sono maturati.
- Come devono essere contabilizzati gli interessi
Le banche devono dare separata evidenza a interessi e capitale.
In questo modo il cliente ha sempre chiare la somma dovuta a titolo di interessi, che non può produrre ulteriori interessi, e la somma dovuta a titolo di restituzione del capitale, ossia il debito principale, che produce interessi.
3. Come si pagano gli interessi passivi
Il cliente ha tre strade per pagare e far proseguire normalmente il rapporto di credito con la banca, evitando gli effetti negativi di un inadempimento (vedi dopo, Cosa succede se non si pagano gli interessi):
- se ha disponibilità sufficienti può pagare subito il debito da interessi, in contanti o con un bonifico da un altro conto, evitando qualsiasi forma di capitalizzazione e quindi qualsiasi effetto di aumento del debito
- può estinguerlo autorizzando l’addebito in conto; in questo modo il debito da interessi si somma a quello principale e non è più distinto da esso, quindi è pagato o attraverso una compensazione con l’eventuale saldo attivo presente alla data del 1° marzo oppure, in caso di conto con saldo negativo, attraverso un ampliamento della somma oggetto di finanziamento
- può concordare con la banca, con un’apposita clausola contrattuale, che le somme in entrata sul suo conto (ad esempio bonifici in arrivo) siano impiegate per estinguere il debito da interessi. È utile verificare cosa prevede il proprio contratto al riguardo.
- L’opzione dell’addebito in conto
Il cliente acconsente al pagamento degli interessi tramite una loro “fusione” con il capitale.
In caso di conto capiente, ossia con un saldo attivo uguale o superiore alla somma dovuta a titolo di interessi, gli interessi dovuti dal cliente sono pagati perché si compensano con il saldo attivo, che quindi si azzera o si riduce dell’importo corrispondente al debito da interessi.
In caso di conto con un saldo negativo, dal 1° marzo la somma dovuta a titolo di interessi si somma al capitale (si “trasforma” in capitale) e produce a sua volta interessi. La somma inizialmente dovuta quindi aumenta.
L’autorizzazione all’addebito in conto deve essere data in forma scritta o in modalità digitale equiparabile alla forma scritta; può essere data in via generale dal cliente con il contratto che dà origine al rapporto o in seguito.
Il cliente deve esprimere il suo consenso all’addebito in modo espresso e specifico. In ogni caso può revocare l’autorizzazione in ogni momento, purché prima dell’effettuazione dei singoli addebiti.
- Cosa succede se non si pagano gli interessi passivi
La banca creditrice può avviare azioni legali per il recupero della somma e, se segnala l’esposizione debitoria del cliente alla Centrale dei rischi, includerà nella segnalazione anche l’ammontare degli interessi non pagati.
La tutela dei depositi bancari
I depositi bancari sono tutelati dai sistemi di garanzia dei depositi.
In Italia operano due sistemi di garanzia dei depositi: il Fondo Interbancario di tutela dei Depositi (FITD) e il Fondo di Garanzia dei Depositanti del Credito Cooperativo (FGDCC).
La garanzia dei depositi è disciplinata dalla direttiva 2014/49/UE, recepita nel Testo Unico Bancario.
Il FITD è un consorzio di diritto privato costituito dalle banche italiane divenuto successivamente obbligatorio con il recepimento delle direttive comunitarie.
Aderiscono al FITD tutte le banche italiane, ad eccezione di quelle di credito cooperativo. Lo scopo del FITD è di garantire i depositanti delle banche aderenti.
I depositanti sono rimborsati quando una banca aderente è sottoposta a liquidazione coatta amministrativa.
Il FITD può intervenire anche attraverso interventi preventivi quando sono finalizzati a evitare l’insolvenza della banca e alternativi quando consistono nel trasferirne le attività e le passività ad altra banca in caso di liquidazione coatta amministrativa.
Le risorse finanziarie necessarie per gli interventi del FITD sono messe a disposizione dalle banche aderenti.
L’attività del FITD è disciplinata dallo Statuto e dal Regolamento sul funzionamento degli Organi nonché da Regolamenti su materie specifiche.
La Banca d’Italia esercita specifici poteri di vigilanza nei confronti dei sistemi di garanzia dei depositanti.
I depositi sono garantiti dal FITD fino a 100.000 euro per ogni depositante. Tale limite si applica per ogni depositante, per singola banca.
Saldi temporanei elevati
In taluni casi, la legge prevede per alcuni depositi una tutela rafforzata allo scopo di venire incontro a determinate esigenze sociali. Si tratta dei cosiddetti “saldi temporanei elevati”, disciplinati dallo Statuto del FITD.
I “saldi temporanei elevati” sono costituiti dai depositi di persone fisiche aventi ad oggetto importi derivanti da: a) operazioni relative al trasferimento o alla costituzione di diritti reali (per es. proprietà) su unità immobiliari adibite ad abitazione; b) divorzio, pensionamento, scioglimento del rapporto di lavoro, invalidità o morte; c) pagamento di prestazioni assicurative, di risarcimenti o di indennizzi, in relazione a danni considerati dalla legge come reati contro la persona o per ingiusta detenzione.
Per tali tipologie di operazioni il limite di 100.000 euro non si applica, nei nove mesi successivi all’accredito o al momento in cui divengono disponibili.
In questi casi il rimborso del FITD opera, in caso di liquidazione coatta amministrativa della banca, a seguito della presentazione di apposita istanza ai liquidatori della banca da parte del depositante interessato. L’istanza deve essere presentata entro 60 giorni dalla data in cui si producono gli effetti del provvedimento di liquidazione coatta amministrativa della banca.
Conti dormienti
Ai fini della garanzia dei depositi, un conto è qualificato come “dormiente” se non è stata effettuata alcuna operazione relativa al deposito nei 24 mesi precedenti la data in cui si producono gli effetti del provvedimento di liquidazione coatta amministrativa della banca.
Il rimborso dei conti dormienti è effettuato dal FITD entro sei mesi da tale data. Non è dovuto alcun rimborso se il valore del deposito è inferiore a 100 euro.
La garanzia del FITD opera in ogni caso senza costi per il depositante.
Sono oggetto di garanzia da parte del Fondo i crediti relativi ai fondi acquisiti dalle banche con obbligo di restituzione, in euro e in valuta, sotto forma di depositi o sotto altra forma, nonché gli assegni circolari e i titoli ad essi assimilabili.
La garanzia del FITD si estende dunque a conti correnti, depositi a risparmio liberi o vincolati (conti di deposito), certificati di deposito e assegni circolari.
Il rimborso dei depositanti può avvenire solo in caso di liquidazione coatta amministrativa della banca.
Le obbligazioni, i pronti contro termine e gli altri strumenti di investimento, emessi dalla banca posta in liquidazione coatta amministrativa, non rientrano nell’oggetto della tutela offerta dal FITD.
Le banche con operatività on-line sono tenute ad aderire al FITD al pari di tutte le altre banche.